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Clindamicina
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top
La mwcgclindamicina è un antibiotico facente parte, insieme con la mwcwlincomicina, della classe dei mwdalincosamidi. Viene generalmente utilizzata per trattare le infezioni da batteri mwdqanaerobi, ma può anche essere usata per trattare alcune malattie protozoarie, come la mwdgmalaria. Da tempo è divenuta la base di un trattamento topico comune per l'mwdwacne e può essere utile anche contro alcuni tipi di infezioni sostenute da MRSA, ovvero infezioni da mweaStaphylococcus aureus mweqmeticillino-resistenti.cite-ref-pmid17652653-2-0[2] L'effetto avverso comune più grave che si registra durante un trattamento con clindamicina è la diarrea associata a mwfgmwfwClostridioides difficile, la causa più frequente di colite pseudomembranosa. Sebbene questo effetto indesiderato si possa verificare con quasi tutti gli antibiotici, compresi i beta-lattamici, viene classicamente legato all'uso della clindamicina.cite-ref-pmid-12746372-3-0[3]

La molecola è frutto della ricerca mwhqUpjohn e successivamente è stata acquistata e commercializzata da mwhgPfizer. In Italia è venduta da quest'ultima società col nome commerciale di Dalacin C, nella forma farmaceutica di capsule rigide contenenti 150 o 300mwhw mg di mwiaprincipio attivo.

Contents

Note

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Farmacodinamica

La clindamicina inibisce la mwjasintesi proteica legandosi alla subunità ribosomiale 50S batterica, con azione quindi batteriostatica. Il meccanismo d'azione è simile a quello dei mwjqmacrolidi, così come lo spettro d'azione. Quest'ultimo tra i batteri Gram positivi comprende mwjgmwjwStaphylococcus aureus, mwkamwkqStaphylococcus epidermidis (includendo anche i ceppi produttori di penicillinasi), mwkgstreptococchi, pneumococchi, mwkwmwlaChlamydia trachomatis,cite-ref-pmid2178426-4-0[4] cite-ref-pmid2386371-5-0[5] mwnqPropionibacterium,cite-ref-pmid554810-6-0[6]cite-ref-pmid9575439-7-0[7] mwpwmwqaEubacterium,cite-ref-pmid1277892-8-0[8] mwrqmwrgActinomyces,cite-ref-pmid17437871-9-0[9] mwswmwtaPeptococcus, mwtqmwtgPeptostreptococcuscite-ref-pmid4155889-10-0[10] e Streptococchi microaerofili. Tra i Gram negativi risultano sensibili i mwuwmwvaBacteroidescite-ref-pmid4638419-11-0[11] cite-ref-pmid4609237-12-0[12] e mwxqmwxgFusobacterium.cite-ref-pmid4155889-10-1[10]cite-ref-pmid16082005-13-0[13] Tra i protozoi l'antibiotico è attivo contro mwzwmwaaToxoplasma gondii e mwaqmwagPneumocystis jirovecii.cite-ref-pmid19864989-14-0[14]cite-ref-pmid19858161-15-0[15] Tra i clostridi, mwcwmwdaClostridium perfringens risulta generalmente, ma non invariabilmente, sensibile. Altre specie, come mwdqmwdgClostridium sporogenes e i mwdwmweaClostridium tertium, sono spesso resistenti alla clindamicina.cite-ref-pmid2879873-16-0[16]cite-ref-pmid18558488-17-0[17]

Farmacocinetica

A seguito di somministrazione mwgwper via orale di una singola dose di 150mwha mg il farmaco viene velocemente assorbito dal mwhqtratto gastroenterico. La mwhgconcentrazione plasmatica di picco (Cmwhwmax) viene raggiunta dopo circa 45 minuti (Tmwiamax) dall'assunzione. La mwiqbiodisponibilità dopo somministrazione orale è di circa il (90%) e la contemporanea assunzione di cibo non altera significativamente le concentrazioni sieriche. Le concentrazioni di clindamicina nel siero superano la mwigconcentrazione minima inibente (MIC)) della maggior parte degli organismi sensibili, per un periodo di almeno 6 ore dopo l'assunzione di dosi terapeutiche. La clindamicina si distribuisce con facilità in diversi fluidi corporei e mwiwtessuti biologici, compreso il mwjatessuto osseo.cite-ref-pmid634877-18-0[18] L'mwkqemivita media è di 2,4 ore. L'eliminazione del farmaco avviene attraverso le mwkgurine e le mwkwfeci: nelle urine il 10% circa è escreto in forma biologicamente attiva e l'analoga quota nelle feci ammonta al 3,6% circa. La quota restante viene escreta sotto forma di metaboliti inattivi. Clindamicina non può essere rimossa in modo efficace dal siero né tramite mwlaemodialisi né tramite mwlqdialisi peritoneale. Il farmaco viene secreto nel mwlglatte materno.

Usi clinici

La clindamicina viene utilizzata principalmente per il trattamento delle infezioni anaerobiche causate da batteri anaerobici sensibili, tra queste in particolare le infezioni del cavo oralecite-ref-pmid17437871-9-1[9]cite-ref-pmid10462911-19-0[19] e dentali,cite-ref-pmid16243239-20-0[20]cite-ref-pmid16003416-21-0[21]cite-ref-pmid9508961-22-0[22] le infezioni del tratto respiratorio,cite-ref-pmid6598520-23-0[23] della mwsqpelle e dei mwsgtessuti molli. Viene impiegata anche nel trattamento delle infezioni del collo e del pavimento orale, della mwswregione pelvica e della mwtavagina, dell'mwtqaddome (particolarmente in caso di mwtgperitonite), delle infezioni stafilococciche delle mwtwossa e delle mwuaarticolazioni.cite-ref-pmid15117932-24-0[24]cite-ref-pmid18718729-25-0[25]cite-ref-pmid910760-26-0[26] Utilizzabile pure nella profilassi dell'mwxqendocardite. In pazienti con mwxgipersensibilità ai mwxwbeta-lattamici, clindamicina può essere usato in alternativa alla mwyapenicillina per trattare le infezioni causate da batteri aerobi sensibili. L'applicazione topica di clindamicina fosfato risulta di grande validità nel trattamento dell'mwyqacne giovanile, da lieve a moderata.cite-ref-pmid17931096-27-0[27]cite-ref-pmid12069641-28-0[28]

Effetti collaterali e indesiderati

In corso di trattamento reazioni avverse comuni (ovvero osservabili in oltre l'1% dei pazienti) associate alla terapia sono: mw1anausea, mw1qvomito, mw1gdolore addominale o crampi addominali, mw1wdiarrea, mw2acolite pseudomembranosa, mw2qrash cutaneo e/o mw2gprurito. Alte dosi (somministrate sia per via endovenosa sia orale) possono causare un sapore metallico, e l'applicazione topica può determinare una mw2wdermatite da contatto. L'evento avverso più grave è certamente la mw3acolite pseudomembranosa, ovvero un'infezione da mw3qmw3gClostridioides difficile, che può essere potenzialmente fatale. Questo tipo di problema è comunemente associato con l'uso di clindamicina, ma può verificarsi anche con l'impiego di altri antibiotici. Nel corso del trattamento antibiotico la crescita eccessiva di mw3wClostridioides difficile, che è intrinsecamente resistente alla clindamicina, porta alla produzione di una mw4atossina la quale provoca una serie di effetti negativi, che vanno dalla diarrea alla colite al mw4qmegacolon tossico. Il disturbo si presenta soprattutto nelle donne di mezza età e nelle donne anziane, sottoposte a interventi chirurgici oppure a cicli di terapia antibiotica. In caso di comparsa di colite pseudomembranosa è necessario procedere alla somministrazione di mw5ametronidazolo o mw5qvancomicina per via orale, e in quei soggetti in cui la terapia medica fallisce, si procede con l'intervento chirurgico di mw5gcolectomia, recenti studi indicherebbero l'utilità della mw5wbatterio terapia fecale. Altri effetti avversi di più rara osservazione (meno dello 0,1% dei pazienti) comprendono la comparsa di mw6aanafilassi, alterazioni della mw6qcrasi ematica,cite-ref-pmid12523467-29-0[29]cite-ref-pmid22996716-30-0[30]cite-ref-pmid24387005-31-0[31] mw9gpoliartrite e fenomeni di mw9wepatotossicità, variabili dal semplice aumento dei livelli degli enzimi epatici (in particolare AST e ALT) all'mw-aittero.

Controindicazioni

Il farmaco è controindicato nei soggetti con mw-wipersensibilità individuale al mw-aprincipio attivo, alla mw-qlincomicina oppure a uno qualsiasi degli eccipienti utilizzati nella formulazione farmaceutica. È controindicato anche nelle donne in stato di mw-ggravidanza oppure che mw-wallattano al seno.

Dosi terapeutiche

La mwaqisomministrazione del farmaco può essere per via orale o mwaqmendovenosa, a seconda della gravità dell'infezione. Nei soggetti adulti il dosaggio abituale è pari a 150–300mwaqq mg, 3 o 4 volte al giorno, a seconda della gravità dell'infezione. Nella terapia delle infezioni ginecologiche e pelviche, dopo un adeguato periodo di trattamento per via endovenosa, è possibile somministrare 450mwaqu mg ogni 6 ore per un periodo di circa 2 settimane. Nella mwaqytoxoplasmosi cerebrale in soggetti con mwaqcsistema immunitario compromesso il dosaggio sale a 600–1200mwaqg mg ogni 6 ore per due settimane, ridotto poi a 300–600mwaqk mg ogni 6 ore fino a completare un ciclo terapeutico standard di 8-10 settimane.

Note

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